Una sera d’autunno di un paio d’anni fa tornai a casa e decisi di registrare una session sul mio bellissimo pianoforte verticale Ibach. Così aprii la mia DAW, attivai una traccia e iniziai a improvvisare.
Alla fine, quando decisi di ascoltare il materiale che avevo registrato, mi resi conto di aver impostato il volume di registrazione troppo basso e, di conseguenza, tutte le tracce avevano molto rumore di fondo. Il suono era buono e caldo, ma a causa di questo “problema” lo misi in standby per molto tempo.
Durante lo scorso autunno mi sono imbattuto in quelle registrazioni e sono rimasto colpito dalla loro naturalezza e spontaneità, dalla loro intensità. Aver preso la decisione di pubblicare questa musica è per me una lezione sul lasciare andare le cose, sul lasciarle fluire anche quando a volte non sono perfette come vorremmo.
Dopo la pubblicazione del disco, Miniatures ha iniziato a trasformarsi in uno spazio di ricerca più ampio sul suono e sull’essenzialità. Un luogo in cui l’improvvisazione dialoga con la forma scritta, dove un frammento nato spontaneamente può diventare un tema, e un’idea composta può aprirsi all’imprevisto.
Questo movimento tra gesto libero e struttura, tra intuizione e forma, ha generato nuovo materiale che oggi convive naturalmente con le miniature originarie.
Mario Ganau
Pianoforte, Electronics
La sua ricerca estetica si muove nel punto d’incontro tra pianoforte acustico, elettronica e sound design, in un territorio di confine tra improvvisazione libera e composizione, con elementi che appartengono al mondo della musica classica contemporanea, del jazz, della musica d’ambiente e per immagini.
Nei suoi progetti lavora sulla risonanza, sulla fragilità del suono, sul rapporto tra spazio e silenzio, con un approccio che intreccia minimalismo, ambient ed estetiche elettroacustiche contemporanee.
Ha pubblicato 5 album come leader e co-leader, con Progetto Nudo, Mathieu Robert, Motus Intime e in solo.
La sua attività comprende performance, produzione, progetti di ricerca sonora e insegnamento, in un equilibrio continuo tra pratica artistica e dimensione didattica.