Due eventi a Cagliari per celebrare il pensiero e l’eredità civile di un grande sardo

Due eventi a Cagliari per celebrare il pensiero e l’eredità civile di un grande sardo

Nel cinquantesimo anniversario della scomparsa di Emilio Lussu e a ottant’anni dalla pubblicazione in Italia di Un anno sull’Altipiano, Cagliari ha ospitato due momenti straordinari nel segno della memoria e della pace, curato da Insulæ Lab – Centro di Produzione Musica

Due luoghi simbolici della città – l’Aula consiliare del Parlamento regionale e il Teatro Carmen Melis – hanno accolto un doppio omaggio, per ricordare non solo la figura di Lussu, ma anche e soprattutto il suo messaggio, oggi più che mai necessario: comprendere la guerra per scegliere la pace, dare voce alla memoria per costruire il futuro.

La memoria in Aula: Lussu torna nel cuore delle istituzioni

Il mattino di sabato 17 maggio, l’Aula del Consiglio regionale della Sardegna ha aperto le sue porte a un evento inedito: un gesto di ascolto collettivo, intenso e simbolico.

In quello che è il cuore decisionale dell’Isola, le parole di Emilio Lussu sono tornate a risuonare, non come semplice eco del passato, ma come voce viva capace di interrogare il presente.

A dare corpo e anima a questo momento sono stati Pietro Lussu, al pianoforte, e Felice Montervino, con la voce e con il corpo. Accanto a loro, la presenza straordinaria di Paolo Fresu, che con la sua tromba ha accompagnato il racconto con emozione e profondità.

Un evento raccolto, ma potente, alla presenza della Presidente della Regione Alessandra Todde, che si è concluso con un lungo applauso spontaneo, corale, più che mai sentito.
Un gesto che ha trasformato la memoria in impegno. E il ricordo in atto politico.

 

In scena la bellezza: lo spettacolo al Teatro Carmen Melis

La sera dello stesso giorno, i riflettori si sono accesi su uno dei palcoscenici più belli della Sardegna, in collaborazione con il Comune di Cagliari.

Il Teatro Carmen Melis ha ospitato “Un anno sull’Altipiano. In guerra qualche volta abbiamo anche cantato”, uno spettacolo che ha unito musica, parola e memoria in un intreccio emozionante.

Sul palco, ancora una volta, Pietro Lussu, Felice Montervino e Paolo Fresu hanno guidato il pubblico in un viaggio attraverso le pagine e il pensiero di Emilio Lussu.
Un omaggio potente, fatto di parole giuste e silenzi condivisi, ascoltato con attenzione e partecipazione da una sala gremita e profondamente coinvolta.

Alla fine, un lungo applauso ha suggellato una serata intensa, che ha toccato corde profonde.
Perché ricordare, insieme, è ancora un modo per resistere.

 

Un’eredità da custodire

L’omaggio a Emilio Lussu non si è limitato a due eventi. È stato un atto culturale e civile, che ha attraversato i luoghi simbolici di Cagliari per riaccendere una memoria collettiva.
Un invito a tenere viva la coscienza storica, a ritrovare nella cultura un linguaggio di pace, bellezza e responsabilità.

Come scriveva lo stesso Lussu, “la guerra la capisce solo chi l’ha vista”.
E proprio per questo, oggi più che mai, ricordare è necessario. 

Ricordare è resistere.