Sympatheia ft Régis Huby

Sympatheia ft. Régis Huby

Giulia Damico, Didier Yon, Viden Spassov e Francesca Remigi

Ft. Regis Huby

 
In coproduzione con l’Associazione teatro dell’ascolto, Festival “Una striscia di terra feconda”

Dalla collaborazione tra l’Associazione Teatro dell’Ascolto, il Centro di Produzione Insulae Lab, il Centro di Produzione della Fondazione Musica per Roma, ATCL (associazione Teatri dei Comuni del Lazio), l’Ambasciata di Francia- Institut Français Italia e Festival “Una Striscia di Terra Feconda”, per sostenere l’incontro tra culture diverse e produrre progetti originali, nasce il progetto “Sympatheia ft. Régis Huby”.

 

Una selezione nazionale “Una striscia di Insulae Mediterranee” per una residenza artistica ha visto vincitore il quartetto Sympatheia; una residenza che ha avuto luogo negli spazi della sede della Fondazione Musica per Roma e un primo concerto a Roma presso lo Spazio Rossellini, dove la prima restituzione di questa residenza ha trovato spazio di fronte al pubblico.

 

Un progetto innovativo che mescola l’esperienza internazionale di Régis Huby con la volontà del quartetto Sympatheia di non anestetizzare il proprio sentire, tentando di abbattere le barriere che dividono gli esseri umani dalla loro componente animica. Dunque, partecipare alle proprie emozioni, positive o negative che siano, evitando antagonismi distruttivi all’interno dell’ecosistema.

 


Sympatheia è il progetto musicale della cantante Giulia Damico con Didier Yon al trombone, Viden Spassov al contrabbasso e Francesca Remigi alla batteria.
Il gruppo ha pubblicato il primo album nel 2022 uscito per l’etichetta londinese Oracle records composto da brani scritti dalla band-leader.
I brani originali seguono un percorso all’interno dei sette punti principali di conoscenza del corpo umano associati a determinati colori e stati d’animo.
La band, composta da giovani musicisti, ha riscosso grande interesse vincendo il Premio Miglior Musica con il brano “Non Percosso” ; con la selezione al Bando SIAE Per Chi Crea e con la trasmissione radiofonica del brano “That’s What I Want” su Radio Tre.
Sympatheia significa “provare emozioni con” e rappresenta la volontà di non anestetizzare il proprio sentire tentando di abbattere le barriere che dividono gli esseri umani dalla loro componente animica. Partecipare alle proprie emozioni, positive o negative che siano, evitando antagonismi distruttivi all’interno dell’ecosistema.

GIULIA DAMICO

voce

Didier Yon

Trombone

VIDEN SPASSOV

Contrabbasso

Francesca Remigi

Batteria

 

 

Regis Huby

Violinista, improvvisatore, compositore, arrangiatore, produttore (Abalone)

 

Régis Huby, fin dal suo esordio a cavallo degli anni ’90 nell’orchestra del clarinettista Louis Sclavis, non ha mai smesso di affermare una personalità forte e assolutamente originale nel campo polimorfo del jazz e della musica improvvisata europea. 

 

Inizialmente influenzato dalla forza arcaica delle tradizioni celtiche, dall’energia del jazz rock e dalla sconfinata espressività della libera improvvisazione, Huby ha sviluppato molto presto un personale universo musicale che collega, attraverso forme sofisticate e decisamente ibride, il jazz contemporaneo, una certa concezione cameristica ereditata dalla cultura europea e le grandi macchine ritmiche mutuate dai minimalisti americani.

 

Regolarmente richiesto come sideman da musicisti molto diversi tra loro come Vincent Courtois, Yves Rousseau, Claude Tchamitchian, Marc Ducret o Yom, Régis Huby ha anche diversificato molto rapidamente la sua pratica affermandosi come ideatore/regista di progetti ambiziosi che mettono in risalto il talento transgender di artisti come Lambert Wilson o Maria Laura Baccarini e moltiplicando negli anni le collaborazioni nei registri più diversi. 

 

Regolarmente richiesto come sideman da musicisti molto diversi tra loro come Vincent Courtois, Yves Rousseau, Claude Tchamitchian, Marc Ducret o Yom, Régis Huby ha anche diversificato molto rapidamente la sua pratica affermandosi come ideatore/regista di progetti ambiziosi che mettono in risalto il talento transgender di artisti come Lambert Wilson o Maria Laura Baccarini e moltiplicando negli anni le collaborazioni nei registri più diversi. Che sia all’interno del Quatuor IXI, che co-dirige con Guillaume Roy dal 1995, del suo quartetto “Equal Crossing” o alla testa della vasta orchestra di 15 musicisti costituita per la creazione nel 2017 di “The Ellipse” (Music for Large Ensemble), continua oggi a sviluppare una musica lirica, ricca e generosa, più che mai all’incrocio dei generi e degli stili che costituiscono la ricchezza del panorama contemporaneo.